Final Fight: il Beat ‘Em Up che ha Ridefinito un Genere

Storia e Sviluppo

Prima del fenomeno culturale di Street Fighter II e dopo il successo del primo Street Fighter, Capcom decise di produrre un altro sequel che inizialmente sarebbe stato chiamato Street Fighter ’89. Ma dovevano creare un nuovo team, poiché la SNK aveva assunto le due persone principali responsabili del primo Street Fighter per creare insieme saghe come Art of Fighting o Fatal Fury:

Takashi Nishiyama, che dopo aver progettato classici come Irem Moon Patrol o Kung-Fu Master, creò o diresse diversi dei primi successi di Capcom come Mega Man o il primo Street Fighter. Alla SNK aiutò a creare il sistema NeoGeo e produsse, tra gli altri, The King of Fighters, Fatal Fury Real Bout, Fatal Fury 3, Metal Slug 2 o Metal Slug X prima di fondare la sua azienda, Dimps, dove sviluppò, tra gli altri progetti, Street Fighter IV o Street Fighter V per Capcom, con Nishiyama nel ruolo di produttore esecutivo.

Hiroshi “Finish Hiroshi” Matsumoto, che diresse Art of Fighting e The Last Blade 2, produsse The Last Blade, Art of Fighting 3 e molti sequel di Fatal Fury come Real Bout o Mark of The Wolves.

Il Nuovo Team

Il Team che assunse il comando sarebbe diventato una leggenda dei giochi arcade, ripetendosi in molti classici come Street Fighter II: Yoshiki Okamoto si occupò della produzione dei giochi arcade, Noritaka Funamizu fu produttore esecutivo, Akira Nishitani fu direttore e principale designer del gioco, mentre Akiman, che aveva già lavorato al primo Street Fighter, fu co-designer e direttore artistico del titolo.

La Nascita di Final Fight

Final Fight fu il settimo gioco sviluppato per la scheda CPS di Capcom. Dato che il gioco precedente, Forgotten Worlds e primo gioco per questa scheda, era stato meno di successo del previsto, decisero di avere meno memoria grafica, ⅔ rispetto al primo Street Fighter originale.

Decisero quindi di rimandare il sequel diretto di Street Fighter e sviluppare un gioco di un genere diverso.

Invitarono Akiman a una fiera a Los Angeles per studiare quali tipi di giochi erano popolari, e lui si concentrò sugli “Beat ’em up“. Siamo attorno al 1988, quando uscirono Double Dragon, Bad Dudes Vs. DragonNinja, The Ninja Warriors, Altered Beast e tanti altri.

Nishitani si rese conto che Double Dragon stava vendendo molto in Giappone. Da qui nacque Final Fight. Egli si concentrò sul design meccanico e del gameplay, mentre Akiman si occupò del design dei personaggi e dell’aspetto visivo del gioco.

La Capcom era in uno stato finanziario molto delicato e contava sul successo di Final Fight. Fortunatamente dopo la sua pubblicazione (dovremmo essere nel Dicembre del 1989), le entrate del gioco superarono le loro aspettative.

Fu un enorme successo che ridefinì il genere e influenzò molti altri titoli.

Grazie all’incredibile popolarità i Dirigenti chiesero loro di crearne un seguito, non fu cosi.

Il Team decise infatti di iniziare lo sviluppo di Street Fighter II, un progetto che avevano già iniziato a delineare prima di creare Final Fight.

Entriamo nel Gioco

Final Fight è un gioco “Beat ’em up”, in pratica un gioco d’azione sviluppato orizzontalmente in cui affrontiamo nemici di ogni tipo lungo diversi livelli in cui, oltre a muoverci avanti e indietro, possiamo anche muoverci verso l’alto o il basso, e in cui alla fine c’è solitamente un “Boss finale”.

Si possono scegliere nella versione Arcade 3 personaggi: Haggar, il grande e forte sindaco di Metro City che combatte contro la gang Mad Gear, la quale ha rapito sua figlia Jessica. Cody, esperto di coltelli e fidanzato di Jessica. Guy, ninja veloce e abile, amico degli altri protagonisti.

Si può giocare da soli o in due contemporaneamente in modalità cooperativa, con una leva per muovere il personaggio, un pulsante di salto e un pulsante per calciare.

Premendo entrambi i pulsanti contemporaneamente mentre i personaggi sono a terra, i protagonisti sacrificano una parte della loro barra di energia per eseguire un attacco speciale molto potente che di solito è molto utile quando si è circondati da nemici.

Mentre camminate, potete trovare oggetti da distruggere (come barili o scatole di legno) che solitamente contengono oggetti bonus che danno punti (orologi, lingotti d’oro, gemme, radio, soldi) o altri che danno energia i (hot dog, pizza, frutta, bevande, etc). Possiamo anche trovare armi come coltelli, Tubi idraulici o Katane.

Curiosità (parte 1)

  • Molti dei nomi dei personaggi sono ispirati a cantanti, gruppi o canzoni rock.
  • L’introduzione delle versioni occidentali è censurata rispetto alla versione giapponese originale, con una scena in cui Jessica appare in biancheria intima sostituita dal logo Capcom. Allora non non era consueto avere personaggi femminili come nemici, quindi per evitare problemi circa la violenza sulle donne, Poison fu ideata come una persona transessuale. Nelle versioni occidentali questo non fu sufficiente, quindi lei e Roxy (un personaggio che doveva essere Poison ma con colori diversi) furono sostituite rispettivamente dai personaggi maschili Billy e Sid. Nella versione per Mega CD, anche Poison fu censurata, in questo caso coprendo maggiormente il suo corpo, sostituendo il suo top con una maglietta e i pantaloncini con pantaloni più lunghi.
  • In Final Fight 2, compaiono Chun-Li e Guile negli scenari di Street Fighter II, e in diversi episodi della saga di Street Fighter, sono stati incorporati personaggi, fasi bonus e scenari di Final Fight, collegando così gli universi di entrambe le saghe

Curiosità (parte 2)

  • La serie americana di Street Fighter II aveva un episodio dedicato a Final Fight. Anche diverse storie dei fumetti di Street Fighter realizzati da Udon sono dedicate a Final Fight.
  • Mike Haggar appare insieme a Jessica in Saturday Night Slam Masters e nei suoi due seguiti, Muscle Bomber Duo e Slam Masters II: Ring of Destruction, così come in Marvel vs. Capcom 3 o Marvel vs. Capcom: Infinite o con Guy in Namco x Capcom.
  • Captain Commando, un altro gioco dello stesso genere, è ambientato in una versione futuristica di Metro City, una città americana fittizia ispirata a New York, creata per Final Fight e appare anche in altri giochi della saga di Street Fighter.
  • Il personaggio Sodom si chiama Katana nelle versioni occidentali . La stessa cosa accade con Damnd, chiamato Thrasher. Nella versione occidentale per Super Nintendo, l’oggetto bonus che è una bottiglia di whisky e la frase “OH! MY GOD!!” esclamata dal proprietario dell’auto rotta sono stati censurati, sostituendoli con “OH! MY CAR”.
  • L’adattamento SNES non contiene la fase dell’ascensore, né Guy come personaggio giocabile. Successivamente, la Capcom ha rilasciato Final Fight Guy, una versione in cui Cody è stato sostituito da questo ninja.
  • Alla base delle 4 colonne appena prima di affrontare l’ultimo nemico del gioco, ci sono gemme nascoste.
  • Se mangiate la gomma del l’ultimo nemico, che è un poliziotto corrotto, recuperate il 64% della barra dell’energia e guadagnate 42.910 punti, il massimo dato da un oggetto nel gioco.

Hardware di Final Fight

È stato utilizzato il Capcom Play System, conosciuto anche come CP System, CPS o CPS-1. Lo stesso utilizzato in altri classici come Street Fighter II: The World Warrior, Strider, Ghouls’n Ghosts, U.N. Squadron o Captain Commando.

Processore principale Motorola 68000 @ 10 MHz,

Processore secondario Zilog Z80 @ 3.579 MHz PPU (Processor Unit) con 192 KB di VRAM + 16 KB di CACHE RAM

Chip audio Yamaha YM2151 @ 3.579 MHz e Oki OKI6295 @ 1 MHz (campioni a 7.576 kHz)

Risoluzione video 384×224 Colori sullo schermo 4096; Sprite simultanei 256 di dimensioni 16×16 con un massimo di 16 colori (15 opachi + 1 trasparente)

Per altre curiosità vi rimando all’articolo degli amici di Arcade Story, gli unici ad avere in Italia il Cabinato!

Conclusioni

La leggenda di Final Fight sarà incisa nei cuori di coloro che osano combattere per la giustizia! Personalmente il gioco che mi sta più a cuore di Capcom, secondo solo a Street Fighter II. Le mie Estati in Puglia passate a giocare proprio a questi due Capitoli non si dimenticano.

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